Il Blog di Enzo Bianchi

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​Fondatore della comunità di Bose

Il compito dell'insegnante

05/07/2021 14:00

ENZO BIANCHI

Quotidiani 2021,

Il compito dell'insegnante

La Repubblica

La Repubblica - 05 luglio 2021

 

di Enzo Bianchi

Edgar Morin in questi giorni ha raggiunto i cento anni e siamo in molti a sentire e manifestare la nostra gratitudine verso un maestro, un visionario, un in-segnante.

         

Grazie a lui, molte realtà che potrebbero sembrare inattuali o reazionarie rispetto alle idee dominati oggi, parole come insegnamento, educazione, trasmissione e tradizione acquistano il loro peso e diventano eloquenti, urgenti per la nostra convivenza.

         

Scrive Lyotard ne La condizione postmoderna che: “l’altro principio secondo il quale l’acquisizione del sapere è inscindibile dalla formazione dello spirito e anche dalla personalità cade e cadrà sempre più in disuso … Il sapere viene prodotto per essere venduto e consumato, per essere valorizzato in un nuovo tipo di produzione … si arriverà alla mercificazione del sapere”.

         

Ma la presenza di maestri  come Edgar Morin rappresenta una resistenza a questo andamento e sempre risulta capace di creare kairoi, occasioni più che mai pertinenti e attuali per far presente con umiltà e risolutezza le necessità e i bisogni dello spirito umano che non possono essere dimenticati e conculcati.

         

Ecco allora la altissima dignità dell’insegnare: occorrono uomini e donne che sappiano fare segno che si facciano portatori e trasmettitori di segni. L’insegnante è colui che consegna segni, simboli chiavi ermeneutiche per interpretare la realtà e la vita. E’ colui che indica l’orizzonte, che “orienta”, che aiuta a discernere il luogo in cui sorge la luce.

         

Nella tradizione sapienziale ebraica la sapienza è l’arte di saper dirigere la vita e il sapiente è colui che insegna a tener saldo il timone della nave della vita. Il sapiente è un esperto della vita e le sue  parole potranno essere come dice Qoelet pungoli, stimoli alla ricerca, all’approfondimento, e pietre miliari, indicatrici di cammini: suggeriscono ma non impongono non tacciono ma neppure urlano. Proprio come “l’oracolo che è in Delfi non dice, non nasconde, fa segno”.

         

Insegnare significa porre gesti espressivi che siano portatori di senso. E non dimentichiamo che il senso va colto nella sua triplice accezione di significato, orientamento, gusto. Il significato ci porta a comprendere la realtà, il mondo, l’orientamento ci fornisce la direzione da prendere nella vita, e ci indica il fine dell’esistenza e il gusto-sapere ci rimanda all’estetica dimensione vitale per l’umanizzazione. Dunque insegnare ha a che fare con la vita, è un lavoro di generazione che cerca di educare di condurre fuori da … verso … Sì, verso la libertà creativa.

         

Non è facile il rapporto educazione-insegnamento perché non si può educare senza allo stesso tempo insegnare e l’educazione senza insegnamento è vuota e degenera in retorica morale: purtroppo si può molto facilmente insegnare senza educare.

         

Scriveva A. Arendt: “l’educazione è il punto in cui si decide se noi amiamo abbastanza il mondo per assumere le responsabilità, anzi per salvarlo dalla rovina …”.

         

Edgar Morin con i suoi scritti sull’educazione e sull’insegnamento ci ha indicato soprattutto questa urgenza: cercare, scavare a fondo, non temere la complessità e la diversità e diventati esperti trasmettere la sapienza trasmettere la conoscenza insegnando sempre a porre domande.

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