Il Blog di Enzo Bianchi

Il Blog di Enzo Bianchi 

​Fondatore della comunità di Bose

Maddalena e il giardiniere di nome Gesù

02/12/2021 00:00

Tomaso Montanari

Testi di Amici 2021,

Maddalena e il giardiniere di nome Gesù

di Tomaso Montanari

di Tomaso Montanari

ANTONIO ALLEGRI DETTO IL CORREGGIO - Noli me Ungere Olio su tela, 1523-24 - Museo del Prado Madrid

foto.jpeg

Non è ancora sorto il sole del nuovo giorno, quando Maria Maddalena corre alla tomba del maestro. E non lo trova - «Cercai l'amore dell'anima mia, lo cercai senza trovarlo» aveva predetto il Cantico dei Cantici. Poi «si voltò indietro, e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo". Gesù le disse: "Maria!". Essa, allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì!", che significa: "Maestro!". Gesù le disse: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre"» (Giovanni, 20).

 

Traducendo in immagine questo brano densissimo - in cui tutto ruota intorno al corpo, individualissimo e maschile, di Gesù - gli artisti di ogni tempo hanno dato sfogo alla loro libertà immaginando un Cristo giardiniere - con pale, annaffiatoi, zappe, cappelli di paglia; e mettendo in scena il noli me tangere, il "non toccarmi", o meglio "non trattenermi". A volte rendendolo come uno schizzinoso ritrarsi, altre come un erotico minuetto, come fa qua Correggio: che sembra immaginare un'irresistibile danza campestre di due amanti sorpresi dall'alba in un giardino.

 

La domanda a cui i pittori non potevano rispondere è: perché Maria non riconosce il suo amatissimo Maestro? Forse perché un corpo risorto, un corpo che non muore e non soffre, non è nemmeno pensabile, per noi. E non perché sia avvolto in nubi rotanti o in mandorle di luce, no.

 

Maddalena lo scambia per il custode del giardino: come dire che l'umanità libera dalla morte è finalmente un'umanità in comunione con il giardino del mondo - quello perduto da Adamo ed Eva. Un giardino del quale oggi non siamo custodi: ma carnefici e distruttori.

 

 

E poi, in un lampo, le cade il velo dagli occhi, e lo riconosce. Quando? Quando Lui la chiama per nome. Così come gli apostoli lo riconosceranno mentre arrostisce del pesce per loro, e i discepoli di Emmaus nel momento in cui spezza il pane. Chiamare per nome, dividere il cibo, prendersi cura: è così, lo sappiamo, che è possibile fare di ogni estraneo un amico.

 

E chissà che non sia proprio questo il senso ultimo di quel memorabile dialogo. I nostri occhi spesso non bastano a riconoscere chi ci sta di fronte. Ma è proprio lì, in quello straniero, ciò che stiamo cercando: la nostra comune umanità. La salvezza. Imparare a chiamarci per nome in tutte le lingue del mondo, custodire insieme il Giardino: un'idea di resurrezione che, sì, assomiglia davvero a una danza

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder